Notule
(A cura di LORENZO L. BORGIA & ROBERTO COLONNA)
NOTE
E NOTIZIE - Anno XXIII – 21 marzo 2026.
Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org
della Società Nazionale di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia”
(BM&L-Italia). Oltre a notizie o commenti relativi a fatti ed eventi
rilevanti per la Società, la sezione “note e notizie” presenta settimanalmente
lavori neuroscientifici selezionati fra quelli pubblicati o in corso di
pubblicazione sulle maggiori riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei
soci componenti lo staff dei
recensori della Commissione Scientifica
della Società.
[Tipologia del
testo: BREVI INFORMAZIONI]
Fisiologia del sonno: il sonno non
comporta solo un cambiamento dell’attività elettrica.
Nel passare dallo stato di veglia a quello di sonno si ha un cambiamento del
tracciato elettroencefalografico (EEG) ben noto e caratterizzato, in base al
quale si distingue una fase REM, associata a rapidi movimenti dei bulbi
oculari, e una fase non-REM, di sonno più profondo. Un nuovo studio dimostra
che, accanto alle peculiarità neurofunzionali, nel sonno si verificano
importanti processi cerebrali non neuronici, quali onde idrodinamiche indotte
dall’attività vasomotoria. In sintesi: il sonno modifica l’accoppiamento
neurovascolare e idrodinamico nel cervello umano. [Cfr. PNAS USA – AOP doi:
10.1073/pnas.2510731123, Marzo 18, 2026].
Malattia di Parkinson: rischio di 2,5
volte maggiore a causa di un comune pesticida inquinante.
Il Clorpirifos (CPS) è un comune pesticida organofosforico, che per il suo
vasto impiego inquina la falda acquifera e contamina terreni e spazi urbani in
molte città, periferie e zone rurali di tutto il mondo, dove è stato registrato
un aumento medio di 2,5 volte della prevalenza della malattia di Parkinson
nella popolazione. Il dato epidemiologico ha avuto sostegno da riscontri di
laboratorio: gli animali esposti al CPS presentano sintomi motori, perdita dei
neuroni dopaminergici mesencefalici e accumulo delle proteine patologiche
tipiche della malattia di Parkinson. [Fonte: University of California Los Angeles (UCLA) Health Sciences,
March 16, 2026].
Rappresentazione di denti e lingua nel
cervello del Galago può avere riscontro nell’uomo.
Il Galago è una scimmia strepsirrina curiosissima,
che ricorda quelle del Nuovo Mondo, con viso piccolo, grandi occhi e grandi
orecchie. È considerato un primate molto vicino ai progenitori ancestrali di
tutta la linea dei primati, pertanto alcuni suoi caratteri, quali quelli della
morfologia cerebrale, possono essere stati conservati nel corso della
filogenesi ed essere giunti fino alla nostra specie. Jon H. Kaas, Hui-Xin Qi e
colleghi hanno identificato le rappresentazioni neuroniche dei denti e della
lingua, i loro rapporti con la mieloarchitettonica e le loro connessioni
corticali e talamiche nell’area S1 (o 3b) della corteccia somatosensoriale. [Cfr.
PNAS USA – AOP doi: 10.1073/pnas.2533912123, Marzo 18, 2026].
Come lo stress patito
nell’infanzia crea sintomi del digerente alterando l’asse cervello-intestino.
Studi condotti su migliaia di bambini e confortati da sperimentazione
preclinica hanno dimostrato che lo stress della prima infanzia accresce
il rischio di sviluppo di problemi gastroenterologici nel corso della vita
adulta. Lo stress subito dalla madre durante la gravidanza, e poi la
deprivazione affettiva da abbandono e varie altre avversità vissute
nell’infanzia possono alterare durevolmente la funzione dell’asse
cervello-intestino, favorendo lo sviluppo della sindrome dell’intestino
irritabile, di vari tipi di manifestazioni algiche addominali e di alterazioni
della motilità intestinale con costipazione (stipsi) o diarrea. [Cfr. Gastroenterology – AOP doi: 10.1053/j.gastro.2026.02.030,
2026].
Musica: effetto dell’ascolto di una
sequenza di accordi consonanti mentre si è vis-à-vis.
È noto che la musica promuove l’incontro sociale, ma cosa accada esattamente
nel cervello quando si ascolta una musica gradita mentre si è in compagnia di
una persona non è noto. Dash A. Watts e colleghi hanno allestito degli
esperimenti creando un setting molto particolare: 20 coppie di
partecipanti che avevano la possibilità di guardarsi in viso, e volendo negli
occhi, hanno ascoltato una sequenza di accordi consonanti sviluppati in
progressione, tipica di brani celebri di musica jazz e apprezzate
canzoni di musica pop, e poi una sequenza degli stessi accordi non strutturata
e imprevedibile. Per studiare l’attività cerebrale non poteva essere impiegata
la risonanza magnetica funzionale (fMRI), che comporta che si abbia la testa
nel gantry dell’apparecchiatura, allora i
ricercatori hanno adottato la spettroscopia funzionale del vicino infrarosso (FNIS).
Durante l’ascolto della sequenza
gradevole di accordi mentre le coppie erano vis-à-vis, nel loro cervello
si è attivato il giro angolare destro, la corteccia di associazione
somatosensoriale destra e la corteccia prefrontale dorsolaterale di
entrambi i lati. Chiedendo di stimare soggettivamente il grado di connessione
fra partner durante l’ascolto della successione di accordi piacevole, si
è visto che le maggiori sensazioni di sentirsi uniti, mentre lo sguardo era fisso
sul viso del partner, corrispondevano ad attivazione del giro temporale
superiore e medio (in cui si elaborano gli stimoli acustici), mentre
l’attivazione del giro angolare destro seguiva la progressione di
accordi. Niente di simile si è registrato per l’ascolto della sequenza di
accordi destrutturata e imprevedibile.
Gli autori dello studio osservano che l’ascolto
della progressione di accordi consonanti induceva lo sguardo sul viso del partner,
faceva sentire le coppie più unite ed era associato all’attivazione di circuiti
che mediano il comportamento nei rapporti sociali e gli stati mentali associati
ai legami interpersonali. Su questa base propongono l’ascolto di musica basata
sulla gradevole progressione di accordi consonanti per trattare sintomi di
isolamento sociale e sindromi caratterizzate dalla mancanza di capacità, interesse
o motivazione per le relazioni interpersonali. [Cfr. Journal of Neuroscience
– AOP doi: 10.1523/JNEUROSCI.1116-25.2026, 2026].
Perché il tentativo di ottenere una base
di pensiero comune si può far risalire a Immanuel Kant.
Spesso abbiamo trattato delle correzioni apportate da Wittgenstein agli errori
logico-linguistici compiuti dai filosofi: errori finiti per diventare basi per
divergenze di pensiero. Queste riflessioni sono ispirate dall’intenzione, nata
in seno alla filosofia della scienza e attualmente condivisa da molti studiosi,
di cercare e sviluppare una prassi di pensiero condivisa, che possa aiutare
nella comprensione della realtà senza entrare in dottrine e paradigmi
filosofici particolari. Con l’aiuto degli studi di Luciano Dottarelli, al
Seminario sull’Arte del Vivere abbiamo cercato di spiegare perché questo
desiderio ha una nobile origine che si può far risalire all’impresa tentata da
Immanuel Kant di portare la metafisica al rigore di una scienza.
Luciano Dottarelli ci ricorda che per
comprendere l’intenzione filosofica più autentica di Kant non dobbiamo
dimenticare che, la sua inclinazione empiristica sotto l’influenza di Hume,
deve pur sempre inquadrarsi nella sua formazione culturale ispirata al
razionalismo leibniziano e wolffiano. È per questo
che anche quando la metafisica gli si mostrerà in tutta la sua “miseria”, come “un
oceano tenebroso senza sponde e senza fari” – secondo la sferzante critica
scettica di Hume – non perderà la speranza che possa compiersi il presagio dell’avvento
di un “Newton della metafisica” grazie al quale “i filosofi abiteranno un mondo
comune, come quello che già da lungo tempo occupano i matematici”. Dunque, se
Wittgenstein aveva osato nella temperie di Boole e Russell, adottare il rigore
della logica matematica per analizzare la logica linguistica, quasi un paio di
secoli prima il filosofo di Konigsberg aveva auspicato una filosofia tanto rigorosa
nella sua logica da poter essere accostata alla matematica.
Ma torniamo alle argomentazioni di
Luciano Dottarelli: “I segni e i presagi certi che da qualche tempo si mostrano
sull’orizzonte della scienza” avranno il loro compimento con la Critica
della ragion pura, nella quale Kant, avanzando la soluzione del problema
dell’induzione in modo da evitare gli esiti scettici di Hume, risolverà anche
quello che definisce “il problema di tutta la vita”: fondare la metafisica come
scienza.
La “metafisica bene fondata” che uscirà
dalla fucina epistemologica della Critica della ragion pura tornerà ad
essere, con pieno diritto, “scienza dei principi fondamentali” nel senso
classico (ontologia); ma, venendosi a costituire nel nuovo orizzonte
trascendentale, conserverà un legame di continuità con quella che nei Sogni
di un visionario, con minori pretese, poteva essere definita soltanto “scienza
dei limiti della ragione umana”[1].
[BM&L-Italia, marzo 2026].
Notule
BM&L-21 marzo 2026
________________________________________________________________________________
La Società
Nazionale di Neuroscienze BM&L-Italia, affiliata alla International Society
of Neuroscience, è registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Firenze,
Ufficio Firenze 1, in data 16 gennaio 2003 con codice fiscale 94098840484, come
organizzazione scientifica e culturale non-profit.